Acquistare la prima casa ed agevolazioni fiscali nel 2016

Quali novità ci sono per chi acquista casa, nella legge di stabilità 2016?

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La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto dei benefici fiscali per acquistare la prima casa. In che modo ha reso più semplice usufruire delle agevolazioni?

Acquistare la prima casa, con un mercato immobiliare in difficoltà, soprattutto negli ultimi anni, soprattutto per i giovani , era un sogno che difficilmente poteva realizzarsi. Il governo ha preso atto di tale difficoltà e ha dato vita a una norma che dal 1° gennaio 2016 consente di acquistare la prima casa.

Quali sono i benefici fiscali previsti nell’acquistare la prima casa?

Imposta di registro – Stiamo parlando di una norma che è stata inserita nell’ambito della disciplina dell’imposta di registro. Quest’ultima si applica quando si acquista da un privato oppure da un soggetto passivo Iva, ma non dall’impresa costruttrice. L’imposta proporzionale di registro per questi acquisti è stabilita nella misura del 2%.

Trattandosi di abitazioni, è possibile che il contribuente scelga di applicare l’imposta sul cosiddetto valore catastale, cioè fare l’opzione del prezzo/valore, quindi il 2% si applica sul valore catastale dell’immobile e non sul valore di mercato. Le imposte ipotecarie e catastali sono dovute nella misura di 50 euro ciascuna.

Iva – L’agevolazione per acquistare la  prima casa esiste anche come beneficio nell’ambito dell’Iva, cioè per l’acquisto dall’impresa costruttrice. In questo caso l’Iva ha un’aliquota ridotta, pari al 4%, ma si applica sul prezzo, perché nell’Iva la base imponibile è data dal prezzo di vendita. In tal caso, per quanto riguarda i requisiti e le condizioni, la disciplina degli acquisti prima casa è identica a quella stabilita nell’ambito dell’imposta di registro.

  La nuova possibilità che consente di detrarre dall’IRPEF il 19% dei canoni di leasing versati fino al 2020 per l’acquisto o la costruzione di un immobile da adibire ad abitazione principale entro un periodo che risulta di 1 anno a partire dal momento della consegna; dall’altro, l’appena introdotta possibilità di detrarre il 50% dell’IVA pagata quest’anno o anche dopo per l’acquisto, realizzato nel 2016, di immobili a destinazione residenziale, di classe energetica A o B, che sono stati ceduti dalle stesse imprese che li hanno costruiti.

Nuova SCIA: il decreto della riforma Madia

Nuova SciaCome stabilito dal decreto legislativo 126/2016 la nuova Scia semplificata sarà operativa dal primo gennaio 2017. La nuova semplificazione vedrà una diminuzione degli oneri per il cittadino che , non dovrà più produrre documenti che, siano già in possesso della pubblica amministrazione.

Da decreto ogni Pa sarà tenuta a pubblicare il proprio sito i moduli unici da utilizzare per la  nuova Scia già predisposti all’indicazione del domicilio digitale, utile alle comunicazioni con la pubblica amministrazione.

Sul sito dovranno essere presenti :

  •  Qualità personali e fatti oggetto di dichiarazione sostitutiva , di certificazione o di atto di notorietà ,delle attestazioni e asseverazioni dei tecnici abilitati o delle dichiarazioni di conformità dell’agenzia delle imprese;
  •  Elenco degli Stati

In caso di mancata presentazione , sempre secondo la nuova riforma della Madia, è la regione ad occuparsene in prima battuta, successivamente lo stato in caso di inadempienza della Regione.All’ente locale, inadempiente, la regione assegna un tempo entro cui pubblicare le informazioni sul proprio sito ,dopo di che interviene.

Ricevuta obbligatoria

All’articolo 241/1990 viene aggiunto un articolo secondo il quale, chiunque invii una comunicazione o segnalazione dovrà ,obbligatoriamente , avere una ricevuta –anche telematica- che attesti l’avvenuta presentazione. All’interno della ricevuta viene indicato il termine entro cui la Pubblica amministrazione è tenuta a rispondere, o dal quale viene calcolato il silenzio assenso.

Scia plurima

In caso di Scia plurima – che presuppone altre tipologie di  segnalazioni – il cittadino non sarà tenuto a farsi carico di altro, essendo una prosecuzione del procedimento e del tutto a  carico della Pa. L’amministrazione non può e non deve chiedere  documentazione aggiuntiva e può solamente chiedere informazioni e documenti  se ciò che è stato trasmesso dal richiedente non corrisponde a quanto richiede la Scia.

Se per un’attività servono altre segnalazioni o attestazioni o asseverazioni o notifiche oltre alla nuova Scia, basta presentare un’unica Scia allo sportello unico dell’amministrazione interessata. La Pa trasmetterà subito la segnalazione alle altre amministrazioni interessate. Lo stesso vale se la Scia è condizionata ad atti di assenso (o pareri o verifiche preventive) di altri uffici, ma l’eventuale termine per la convocazione della conferenza di servizi decorre dalla data di rilascio dei provvedimenti.

Installare un impianto fotovoltaico in maniera autonoma

Installare un impianto fotovoltaico in maniera autonomaInstallare un impianto fotovoltaico in maniera autonoma può essere la scelta giusta se avete intenzione di risparmiare sulla manodopera che dovreste invece pagare al momento del montaggio. Ovviamente si tratta però di un’operazione lunga che richiede un minimo di praticità.

Prima di procedere con l’installazione dei vari pannelli e la loro attivazione è necessario dare vita ad uno schema su carta di ciò che avete intenzione di realizzare. Pensate in primo luogo all’estensione della zona in cui avete intenzione di montare l’impianto fotovoltaico e prendete le rispettive misure.

Un’opzione decisamente più pratica è quella di usufruire del progetto della vostra casa o di una foto della vostra abitazione dall’alto, tramite la quale è più facile individuare la zona di installazione. La scelta della zona sulla quale installare i pannelli fotovoltaici deve anche tenere conto del peso della neve e di altre condizioni atmosferiche che ne possono compromettere la funzionalità.

Per installare in maniera autonoma un impianto di pannelli solari a casa vostra è necessario possedere i seguenti occorrenti: pannelli fotovoltaici, cavetti elettrici, inverter, batterie, regolatore di tensione, kit per il montaggio ed infine, l’interruttore.

Innanzitutto è necessario realizzare la base su cui poggiare i vari pannelli, e questa si può ottenere mediante un semplice foglio di alluminio da fissare sul tetto o sulla superficie da voi prescelta. Il kit contiene anche i pannelli che vanno applicati per primi, in quanto contengono i cavi da collegare successivamente. Dopo aver collegato i cavetti in parallelo, basterà unire l’ultima cassetta con cavetti da 16 millimetri all’impianto elettrico. In questa maniera bisognerà procedere attaccando ogni pannello fotovoltaico ad un altro e a distanza ravvicinata.

Una volta riempita tutta la lastra con i pannelli solari si può procedere alla fase successiva, ovvero la sistemazione dell’inverter. L’inverter, la cui funzione è quella di convertire l’energia elettrica in entrata, va posizionato accanto al regolatore. A questo punto i cavi che collegano i pannelli fotovoltaici al regolatore vanno tutti fissati con un interruttore. Lo stesso procedimento va effettuato con i cavi che fuoriescono dall’inverter e vanno verso le batterie dei pannelli solari. A questo punto rimane solo da regolare l’intensità e la carica di ciascun pannello solare a seconda degli usi che ne farete.

L’utilizzo di un impianto fotovoltaico innovativo e a norma di legge è assolutamente la scelta più adeguata se avete intenzione di rispettare l’ambiente e di risparmiare anche una cospicua somma di denaro al momento del pagamento della bolletta. E’ anche importante mantenere l’impianto fotovoltaico sempre pulito e la manutenzione va effettuata almeno una volta all’anno. e la loro durata nel tempo. È però importante capire come pulire tali pannelli cercando di evitare prodotti e modalità dannose all’impianto.

Riscaldamento a pavimento:Vantaggi e svantaggi

Riscaldamento a Pavimento

riscaldamento a pavimentoLa tecnica di riscaldamento a pavimento, con l’utilizzo di superfici a bassa temperatura è stata sviluppata fin dagli anni 50, con varie applicazioni negli edifici sia nel pubblico che nel privato. Notevolmente migliorata nel corso degli anni, tale tecnologia ha permesso di risolvere tutti i problemi che in fase di progettazione si venivano a creare: L’assenza di isolamento negli edifici di un tempo portava alla saldatura delle tubazioni(in acciaio) sotto il pavimento e ad avere delle alte temperature superficiali e un incremento della resa necessaria. Tali alte temperature portavano ad avere problemi di circolazione e di gonfiore negli arti inferiori, motivo  per il quale tale tipologia di impianto fu accantonata.
Successivamente sono stati recepiti i vari provvedimenti tra i quali la Legge 373/76Legge 10/91 e il Dlg 192/205 che hanno imposto man mano isolamenti termici sempre più importanti , permettendo di poter lavorare con una temperatura superficiale più bassa(24-25°) e minori rese termiche, ricordando che la massima temperatura consentita per garantire il comfort è di 29° .

Il concetto di comfort e benessere igrometrico

La condizione di comfort termico  è quella situazione psicofisica in cui il soggetto non risente degli effetti del microclima circostante, una situazione di neutralità termica. Per poter definire il concetto di comfort termico sarebbe necessario introdurre un quantitativo di parametri e formule che, ovviamente, allontanerebbero troppo il lettore dal tema dell’articolo. Risulta però doveroso fare un breve escursus per far capire come , il mantenimento del comfort termico è alla base del dimensionamento e della realizzazione di un impianto a pannelli radianti . Lo scostamento dalle condizioni di neutralità termica globalmente dipendono da:

  • abbigliamento e attività:
  • temperatura, velocità e umidità dell’aria;
  • temperatura della pelle e potenza termica dispersa per sudorazione.

Perchè l’ambiente sia termicamente accettabile deve essere annullato lo scostamento dal comfort dovuto a variabili ambientali che sono principalmente:

  • elevata differenza della temperatura dell’aria;
  • pavimento troppo caldo o troppo freddo;
  • correnti d’aria.

Per questo motivo , sfruttando l’appendice D della norma UNI-EN-ISO 7730 si definisco i requisiti di benessere termico per i locali che devono essere occupati dall’uomo.

  • temperatura operativa compresa tra 20° e 24°;
  • differenza verticale tra 1 m e il pavimento <3°;
  • temperatura superficiale tra 19° e 26°;
  • umidità relativa tra 30% e 70%.

Quali sono i vantaggi del riscaldamento a pavimento?

  • Mancanza di accumulo di polvere. La differenza di temperatura tra ambiente e pavimento è davvero molto bassa(si parla dell’ordine di 5°) evita la creazione di moti convettivi tipici dei radiatori e quindi limita il sollevamento di agenti allergogeni;
  • Il pavimento stesso è il corpo scaldante il che porta a sostituire il a normale pulizia dei corpi scaldanti con quella del pavimento;
  • Un maggior comfort tradotto in un maggiore benessere visto che normalmente la temperatura negli arti inferiori risulta sempre più bassa di quella che viene percepita dalla nostra testa;
  • risparmio in termini di combustibile utilizzato: Gli impianti a pannelli radianti funzionano di norma a temperature più basse il che si traduce in un minor dispendio di combustibile per riscaldare gli ambienti;
  •  una maggiore libertà nella disposizione degli spazi e degli arredamenti. Questo tipo  di riscaldamento non esclude l’utilizzo di alcuni tipi di pavimento: infatti, è possibile scegliere qualsiasi tipo di pavimentazione, come parquet, piastrelle, moquette, pietra naturale.

Quali sono gli svantaggi di un riscaldamento a pavimento?

  • Maggiori costi: Mediamento un impianto a pavimento verrà a costare il 30-40% in più rispetto ad un impianto tradizionale con radiatori o convettori;
  • Maggiore inerzia termica: L’impianto a pavimento impiega maggiore tempo per entrare a regime, il che porta allo studio di una termoregolazione appropriata. Nel caso di un riscaldamento autonomo è utile dotare l’impianto di una sonda climatica che regoli in maniera automatica la temperatura. Più semplice è nel caso di un riscaldamento centralizzato quasi sempre regolato da una sonda esterna.

 

Isolamento a cappotto:Migliorare il comfort

Il cappotto termico

L’isolamento delle pareti esterne verticali, definito a “cappotto termico” è un sistema utilizzato per la coibentazione degli edifici. tale sistema ricopre interamente le pareti esterne dell’edificio. Non è un intervento invasivo e la durata del montaggio non supera quella di una comune tinteggiatura di esterno.

Come è composto il cappotto termico?

cappotto termico rivestimento

il sistema a cappotto è costituito da una serie di elementi, fra loro sinergici:

  • lastre isolanti ;
  • collante;
  • rete di armatura;
  • tasselli;
  • finitura

Come viene montato il cappotto termico

cappotto termicoNella prima fase di posa viene applicata la colla o i tasselli che servono a incollare le lastre al supporto e per la formazione del primo strato di di intonaco armato sopra le lastre che avviene, attraverso la rete di armatura.A questo punto viene applicata la finitura con rivestimento continuo, come protezione dagli agenti atmosferici.
Il cappotto viene sagomato attraverso l’utilizzo di sagome in lega leggera e coadiavuta da tasselli di fissaggio alle lastre.

A cosa serve il cappotto termico?

Il “cappotto termico” serve a isolare le pareti verticali o orizzontali. Serve a risolvere tutte quelle problematiche relative a sollecitazioni termiche,distacchi,infiltrazioni e ponti termici.

  • Isolare senza discontinuità dal freddo o caldo
  • fungere da effetto “volano”
  • Fornire risparmi
  • Proteggere dagli agenti atmosferici

Isola senza discontinuità

Nell’installare i pannelli che costituiscono il cappotto si creano delle forme continue.sono così annullati i ponti termici, tipici degli edifici che non hanno isolamento dovuti alle interruzioni geometriche che si creano. inoltre che alle differenze di conducibilità termica dei diversi materiali di costruzione. Una volta installato le pareti degli edifici sono in condizioni ottimali di inerzia ovvero non risente più degli sbalzi termici e igrometrici. La muratura inoltre risulta comportarsi come un volano termico.

Cosa vuol dire?

Ogni materiale rilascia il calore acquisito più o meno velocemente secondo la lora inerzia termica oltre che della superficie di scambio.
La capacità di accumulare calore espressa in W/m2K dipende da vari fattori:

  • massa volumica
  • calore specifico
  • conduttività termica

La parete, anche di inverno, scambia calore con i locali, anche nei periodi di interruzioni del riscaldamento. Tale scambio permette di mantenere inalterate le condizioni di comfort interni visto che, le pareti esterne, non sono sollecitati più da fenomeni di dilatazione termica con l’esterno e per questo motivo è la parete stessa a fornire calore agli ambienti.
Inoltre vi è una attenuazione della variazione di temperatura notte-giorno. La parete esterna cede il massimo del calore ai minimi della temperatura esterna. L’apporto risulta “sfasato”. La parete,infatti, assimila calore attraverso le oscillazioni della temperatura in maniera sinusoidale. L’onda di ritorno del calore risulta perciò sfasata, garantendo una temperatura omogenea all’interno.
Anche in presenza di crepe non si verificano più le continue dilatazioni o contrazioni dovute agli sbalzi di temperatura,evitando così danni all’intonaco(peggioramenti statici) e nel caso del calcestruzzo, dei peggioramenti dinamici.

Consente diminuzioni di consumo di combustibile

Diminuzione del consumo di combustibile per riscaldare l’immobile. Ovviamente scegliere l’isolamento con cappotto termico, porta a subitanei benefici per quanto riguarda il consumo di combustibile solido o liquido e la conseguente diminuzione di immissioni nell’atmosfera di CO2 ed ossidi di azoto(SO2).

Protegge le facciate dagli agenti atmosferici

Il rivestimento plastico del cappotto termico costituisce una valida difesa verso gli agenti atmosferici. Idrorepellente e con bassa resistenza alla diffusività del vapor d’acqua. Si utilizzano pigmenti per i colori  che sono resistenti alla luce e all’irraggiamento solare. La qualità delle lastre deve essere tale da garantire la tenuta alle sollecitazioni termiche sia al rapido surriscaldamento solare che agli intensi raffreddamenti dovuti alle precipitazioni e alla mancanza di sole.
Per evitare che si raggiungano temperature molto elevate vengono utilizzati tinte che non siano troppo scure o intense visto che è risaputo come i colori scuri assorbano maggiormente la radiazione solare.
La finitura infatti risponde a precise norme  di resistenza a cicli di surriscaldamento-gelo e di tipo meccanico o strappo.