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Ristrutturare il bagno: cosa c’è da sapere

Ristrutturare il bagno

Prima di ristrutturare il bagno
Quando un cliente viene a chiederci un preventivo per ristrutturare la sua casa ,la prima osservazione che ci viene posta è quella relativa al rifacimento del bagno.Oramai il bagno è il primo locale che si decide di ristrutturare visto che oramai l’aspetto di design in fase di progettazione è diventato fondamentale. Ogni cliente vuole che il suo bagno sia prima di tutto “bello” a vedersi. Visto che le possibilità di personalizzare e ristrutturare un bagno sono molteplici per evitare confusione, come  in tutte le scelte relative  ad una ristrutturazione è utile , farsi accompagnare da un tecnico, designer, architetto per avere piu informazioni e non perdersi nell’indecisione.

Mi segui?Da dove inizio?A chi mi rivolgo?

Quando si decide di ristrutturare la propria casa o una porzione di essa (come in questo caso il bagno), le figure professionali a cui affidarsi diventano principalmente : il murature, l’idraulico, l’elettricista. Tre figure da coordinare, con cui interfacciarsi, a cui dettare tempi e ritmi, con cui “litigare” nel momento in cui non vengano rispettate le esigenze. Per questo motivo conviene che a seguire i lavori, vi sia una unica figura, il tramite fra le imprese ed il cliente. Una impresa chiavi in mano o un professionista, referente, che sappia coordinare le fasi della ristrutturazione.

Quali sono le fasi della Ristrutturazione di un bagno?

ristrutturare il bagnoCaso in cui non vi siano modifiche alle superfici e agli impianti ma solo cambi di finiture non sarà necessario presentare un progetto firmato da un tecnico. In caso contrario sarà neccessario presentare una C.I.L.A, comunicazione di inizio lavori asseverata che diventerà una SCIA Segnalazione Certificata di inizio Attività, nel caso in cui vengano interessate le parti strutturali; entrambe firmate da un tecnico abilitato. Nel caso si presenti una di queste pratiche è necessario presentate all’agenzia del territorio una denuncia di variazione catastale.
un elaborato grafico redatto dal tecnico o da un architetto o ingegnere o geometra che si occupa della ristrutturazione, che evidenzi il prima e dopo, un progetto corredato di elaborati grafici e magari un rendering 3D che possa simulare il risultato finale. una volta deciso cosa fare si passa alla fase successiva.
Rottura dei rivestimenti,eventualmente smantellamento i sanitari e il lavabo(dopo aver interrotto il flusso d’acqua).

Vengono rotti pavimenti,rivestimenti,piastrelle, la doccia ecc. Viene demolito il massetto e rimosse le tubazioni. Nel caso in cui si decida di cambiare/riposizionare il lavabo o il bidet vengono rimossi anche questi e vengono predisposte le “tracce” per le nuove tubazioni e rispettivi attacchi;

Posizionamento tubazioni e cavi elettrici :  In questo caso, la ditta che se ne occupa e il tecnico che dirige il lavoro si devono accertare che tutto sia svolto a regola d’arte, poichè una cattiva posa delle tubazioni può incidere notevolmente a lavori completati. Le tubazioni installate al giorno d’oggi sono in PE(polietilene),utilizzati per le loro caratteristiche di resistenza alla corrosione, alla facilità di formare raccordi e alla tipologia di diametri e lunghezze. Se viene rifatto l’impianto a lavori ultimati la ditta deve certificare ai sensi del Dm 37/08.

Ripristino Massetto: una volta completato l’impianto viene ricoperto il massetto sul quale verranno posate in seguito le piastrelle.  L’impianto elettrico sottotraccia ovviamente non sarà visibile ad occhio nudo.

Posa sanitari,docce, e rubinetti : A lavori ultimati viene effettuato il collaudo dell’impianto con verifica della sufficiente pressione dell’acqua ed eventuali perdite.
tinteggiatura e posa rivestimenti: Come ultima fase viene rititenteggiato il locale e posati i rivestimenti scelti dal cliente.
Come avrete notato è facilmente intuibile dall’elenco di sopra che, avere un referente unico per seguire i lavori comporta un notevole risparmio di tempo e di denaro.

Affidarsi ad unico referente per la ristrutturazione. Perchè?

Si può pensare che affidandosi ad un unico referente per la ristrutturazione della propria casa o di una porzione di essa possa comportare un notevole aumento del prezzo finale. La risposta può essere affermativa ma in pratica “pagare” il professionista ci porta ad evitare:
  • responsabilità;
  • perdita di tempo per interfacciarsi con gli artigiani;

La canna fumaria: Nuova installazione e recupero di quella esistente

La canna fumaria

canna fumariaLa canna fumaria è lo strumento che permette di evacuare i fumi della combustione ma non solo. Essa viene attraversata anche da tutte le sostanze di scarto derivanti dalla combustione quali anidride carbonica, vapore acqueo, ossido di carbonio, particelle incombuste e altre sostanze inquinanti. Tutti questi elementi sono presenti nei fumi e devono essere trasportati e dispersi nell’atmosfera.

Con il termine canna fumaria si possono indicare correttamente due cose: sia il condotto verticale per l’evacuazione dei prodotti della combustione verso lo sbocco in atmosfera, sia l’elemento che collega questo all’apparecchio generatore di calore, chiamato canale di fumo.

Il primo dovrà essere a tenuta dei prodotti della combustione, impermeabile, adeguatamente isolato e coibentato; dovrà essere realizzato in materiali adatti a resistere al calore e agli acidi della condensa; dovrà avere andamento verticale, sezione preferibilmente circolare, costante ed indipendente; dovrà essere adeguatamente distanziato da materiali infiammabili mediante intercapedine di aria o adeguato amteriale isolante,

Il canale da fumo deve essere realizzato con un materiale resistente al calore.

Dovrà avere un andamento suborizzontale ascendente con un pendenza non inferiore al 5%. La sezione dovrà essere sempre non superiore del 30cm2 e non inferiore alla sezione del camino. Dovrà essere coibentato per tutta la lunghezza, affnichè la temperatura superficiale non superi i 50°C e, per caminetti dove il punto di innesto non sia perfettamente coassiale rispetto all’uscita dei fumi, i cambiamenti di direzione dovranno essere realizzati con l’impiego di gomiti non superiori a 45°C

Come funziona la canna fumaria

Il principio di funzionamento della canna fumaria assomiglia a quello dei vasi comunicanti. Tale principio diche che il fluido contenuto in due o più vasi, comunicanti tra loro, tende a conservare od ad assumere lo stesso livello, posto che abbia la stessa densità, in ogni vaso.

Immaginiamo due camini A e B collegati da un tratto orizzontale in cui è presente una saracinesca che li separi. L’aria contenuta nei due camini alla temperatura ambiente avrà la stessa densità. Le due colonne d’aria quindi saranno in equilibrio. Se alla base della colonna A sistemiamo un generatore di calore la temperatura dell’aria aumenterà, la densità diminuirà e quindi si espanderà uscendo dalla sommità del camino. Se apriamo la saracinesca, l’a’ia contenuta nella colonna B, più fredda e pesante , tenderà per gravità a prendere il posto di quella che esce da A per ripristinare l’equilibrio. A questo punto l’aria passata da B ad A si scalderà, diventerà anch’essa più leggera e se il calore sarà continuo , si creerà un sistema continuo.

Nel caso del camino o della stufa il fluido è sempre l’aria; la colonna A è il camino; il fuoco è il genreatore; la valvola è la saracinesca e la colonna B è l’aria circostante. Quando accendiamo la stufa l’aria al suo interno si scalda, si espande e il volume del gas contenuto all’interno si scalda, si espande e il volume del gas contenuto all’interno della canna fumaria diminuisce di densità così che l’aria esterna tende a prenderne il posto.

Canna fumaria esistente: le verifche, il recupero

Nel momento in cui si decide di installare un camino o una stufa in casa la prima verifica da far è se esiste o meno una canna fumaria.

Prima di tutto si procede alla verifica della compatibilità dimensionale del condotto fumario in relazione al tipo, alle dimensioni e alla potenza del generatore di calore da collegare. Se risulta sottodimensionato non resta che prendere in considerazione di reatine uno nuovo o in facciata o interna alla’appartamento.

Se le verifiche hanno esito positivo arà alla ora necessario passare all’analii strutturale con la quale vengono controllate:

·       Il materiale costituente;

·       Eventuali rotture od ostruzioni

·       Variazioni di sezioni

·       Rugosità del condotto

·       Quota di sbocco e tipo di comignolo

·       Coibentazione del comignolo

·       Eccedenza di malta tra i blocchetti

·       Numero utenti collegati al medesimo condotto.

La tecnica più idonea per verificare le caratteristiche interne dei condotti fumari è la videoispezione, che generalmente viene effettuata da tutte le ditte che si occupano di installazione e di recupero di canne fumarie esistenti.

L’installazione di una nuova canna fumaria

Nel caso si voglia installare una nuova canna fumaria è necessario tenere in considerazione alcune indicazioni:

  • avere altezza e sezione tali da permettere lo smaltimento dei fumi prodotti con la combustione,
  • evitare i tratti orizzontali ed avere un andamento il più possibile verticale,
  • avere una sezione interna preferibilmente rotonda,
  • avere le pareti interne lisce ed impermeabili
  • essere resistente agli acidi della condensa
  • essere resistente a temperature comprese tra i 300 e 400°C
  • essere isolata per evitare l’isolamento dei fumi
  • essere costruita con materiale adatto a sopportare le sollecitazioni meccaniche derivanti dagli sbalzi termici
  • essere dotata alla sommità di un idoneo comignolo.

Il canale da fumo dovrà:

  • essere il più breve possibile
  • avere sezione costante e possibilmente circolare
  • avere andamento ascensionale con una pendenza minima del 5% e cioè salire di 5cm ogni metro in orizzontale
  • utilizzare curve con inclinazione non superiore a 45°
  • essere ispezionabile e scovolabile.

Dimensionamento canna fumaria

Risulta possibile fare un accenno ad una tecnica di calcolo, in riferimento al regolamento di attuazione della legge 615/66 per i combustibili solidi(legna o carbone) con la quale ricavare il valore della sezione adatta al camino:

S=K*P/SQR(h-(L+c/2+p)

dove:

  • S è la sezione del camino espressa in cm2
  • K è una costante legata al tipo di combustibile
  • P la potenza al focolare espressa in kcal/h
  • h è l’altezza del camino
  • L è la lunghezza dei tratti non verticali del camino o del canale del fumo espressa in metri
  • c è il numero complessivo delle curve del camino p del canale del fumo
  • p è una costate che esprime le perdite di carico; nel caso di potenza inferiore ai 160.000 kcal/h si pone =1

 

Incentivi fiscali 2017 casa : bonus ristrutturazioni e riqualificazione energetica

Incentivi fiscali 2017

Cosa cambia per gli incentivi fiscali 2017, riguardanti le ristrutturazioni edili e le riqualificazioni energetiche?. Gli sconti IRPEF, detrazione del 50% per quanto riguarda la ristrutturazione degli immobili sarà prorogata per tutto e solo il 2017, quindi saranno ammessi tutti i lavori con ricevuta ottenuta entro il 31 dicembre 2017. Mentre per i lavori di riqualificazione energetica il bonus del 65% sarà prorogato per altri 5 anni, quindi fino al 2021 esclusivamente se riguardanti parti comuni di condomini .

Incentivi Fiscali 2017 per condomini

Importanti novità si avranno per condomini e per l’adeguamento antisismico. Più alto sarà il livello di adeguamento e di riqualificazione energetica, maggiore sarà la detrazione IRPEF. Per i condomini che non hanno possibilità di sostener la spesa per la riqualificazione dell’immobile , ci sarà la possibilità di cedere i crediti ottenuti dalla pratica a terzi oltre che alle imprese che realizzano le opere.

Se la superficie interessata supera il 25% del totale la detrazione salirà al 70% fino ad un massimo del 75% se i lavori di riqualificazione interesseranno miglioramenti delle prestazioni sia invernali che estive. La soglia massima di incentivo si andrà a calcolare su un importo di 40.000 euro ad alloggio.

I lavori di riqualificazione energetica porteranno ad una detrazione IRPEF estesa fino al 2021, con uno sconto crescente in base alla superficie interessata dal lavoro

Incentivi Fiscali 2017 per adeguamento antisismico

Dopo quanto successo ultimamente con i terremoti di Amatrice e gli altri paesi del centro Italia si è avuta una accellerazione per quanto riguarda il tentativo di adeguamento antisismico degli edifici italiani.

A tal proposito nella nuova di stabilità è stato introdotto un bonus IRPEF del 50% a salire, fino all 80% per opere che contemplano l’adeguamento sismico di edifici post in zone ad alto rischio (1 ,2 e 3) con un limite fino a 96.000 euro su base annuale , della durata di 5 anni a partire dal 2017.

Le linee guida sono ancora in fase di definizione, ma da quello che si evince, più alto sarà l’adeguamento maggiore sarà il bonus di cui si potrà godere. Si potrà arrivare ad avere una detrazione del 80% se sarà riconosciuto un miglioramento di due classi di rischio.

tale bonus riguarderà sia le singole abitazioni che i condomini.

Incentivi fiscali 2017: Bonus Mobili

Non una proroga ma un adeguamento per chi, nel corso del 2016 ha deciso di ristrutturare casa e di dotarsi di apparecchi ad alta efficienza . La detrazione viene calcolata a partire dal 1 gennaio del prossimo anno per una valore massimo di 10.000 euro non cumulabile con le spese effettuate nel corso del 2016. Il limite di spesa si calcola considerando anche le spese effettuate nel corso dell’anno corrente, per l’acquisto di elettrodomestici e arredamento della casa.

Queste sono solo alcune delle novità presenti nella legge di stabilità che inizierà il suo iter al Parlamento a partire dal 25 di Ottobre.

In allegato la guida dell’Agenzia delle Entrate 

Sistemi solari Passivi:Vantaggi svantaggi e cenni di progettazione

sistemi solari

Un sistema per il riscaldamento ambientale di un edificio viene definito solare passivo quando la fonte energetica principale è costituita dalla radiazione solare incidente sull’edificio, e gli scambi e i trasferimenti del calore risultante dalla conversione della radiazione assorbita avvengono per effetto di fenomeni naturali ovvero senza l’intervento di moti di fluidi innescati meccanicamente.

Nei sistemi passivi, la riduzione del fabbisogno termico da fornire con l’impianto di riscaldamento si ha solo se esiste un sistema di regolazione dinamico che consenta di cambiare l’erogazione del calore in funzione delle diverse condizioni.

La soluzione ideale richiederebbe una regolazione comandata da sensori di temperatura, locale per locale.

Va ricordato , inoltre, che l’inclinazione del sole varia da stagione a stagione , per cui risulta possibile predisporre configurazioni schermanti che permettono alla radiazione solare di raggiugnere le superfici trasparenti nei periodi freddi quando il sole segue traiettorie basse, ed allo stesso tempo di essere schermata nei periodi caldi, quando le traiettorie del sole sono alte rispetto all’orizzonte. Questo si può ottenere con aggetti, veritcali o orizzontali.

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Tetto Ventilato. Cose che nessuno ti ha mai detto

tetto ventilato

 Le coperture

Le coperture in un’abitazione hanno la funzione di proteggerla  dai danni degli agenti atmosferici, garantendo impermeabilità, resistenza al vento ed isolamento termico in modo tale da ridurre al minimo la dispersione energetica.

Il tetto, spesso, oltre che gli infissi è una parte dell’edificio che necessita di essere isolato. Se non correttamente progettato, può rappresentare una criticità dell’involucro edilizio.

Esistono diverse tipologie di coperture che vengono classificate sulla base del tipo di funzionamento della copertura stessa. La classificazione degli strati funzionali permette di individuare quattro tipi diversi di coperture:

  • Copertura non isolata e non ventilata: non sono previsti né elementi termoisolanti né uno strato di ventilazione. Siamo davanti ad una copertura con un basso livello di isolamento termico, per questo si rivela la scelta migliore per gli edifici agricoli.
  • Copertura non isolata ventilata: presenta le stesse caratteristiche della copertura precedente ma, in questo caso, è presente uno strato di ventilazione sotto l’elemento di tenuta in modo tale da ridurre durante la stagione estiva l’assorbimento di calore. Anche questo tipo di copertura viene sfruttata nel settore agricolo.
  • Copertura isolata ma non ventilata: chiamato anche tetto caldo, è dotato di uno strato isolante ma non ventilato. Una copertura di questo genere è costituita dai seguenti strati: elemento portante o supporto di copertura, barriera al vapore; isolamento termico; manto impermeabile ed opere accessorie.
  • Copertura isolata e ventilata: detto anche tetto ventilato o freddo, presenta una composizione molto simile al tetto caldo, con la differenza che tra gli strati è presente anche uno spazio di ventilazione tra lo strato di isolamento e quello di sovra copertura.

Mentre nel tetto caldo lo strato impermeabile si trova direttamente sopra lo strato di isolamento termico e ne costituisce il supporto, nel tetto freddo lo strato impermeabile si trova sulla sovra copertura. Mentre il primo viene utilizzato nel campo dell’edilizia industriale, il secondo trova ampio utilizzo nel settore dell’edilizia residenziale.

IL TETTO VENTILATO

 Gli strati che, dall’interno verso l’esterno, costituiscono il tetto in legno ventilato sono i seguenti:

  1. Struttura;
  2. Strato di tenuta al vapore;
  3. Elemento termoisolante;
  4. Strato di ventilazione, che si ottiene mediante la realizzazione di una intercapedine a spessore costante fra gli elementi di copertura e lo strato sottostante;
  5. Manto di copertura, con aperture di areazione in corrispondenza del colmo e della gronda.

Nel caso in cui non ci sia bisogno di garantire la ventilazione nel corso dei mesi estivi ed in presenza di lunghi periodi caratterizzati da una forte umidità, è possibile orientarsi verso una copertura che permetta di smaltire l’eventuale vapore acqueo accumulato nella copertura sia in inverno che nelle stagioni intermedie. Per fare questo è necessario inserire una sezione libera di almeno 200 cmq per metro di larghezza di falda.

Affinché questo sistema funzioni è fondamentale una corretta dimensione dello strato di ventilazione: deve essere garantita sulla copertura una adeguata sezione di ingresso dell’aria in corrispondenza della linea di gronda e di uscita in corrispondenza del colmo, che nei tetti rappresenta la linea più alta della falda o la linea di intersezione tra due falde.

 

COME FUNZIONA IL TETTO FREDDO

Cerchiamo di capire meglio il funzionamento del tetto freddo.

In questo tipo di copertura lo strato di ventilazione garantisce un isolamento termico perfetto: mediante la ventilazione il vapore acqueo prodotto all’interno dell’abitazione viene espulso al di fuori del tetto in modo tale da evitare la formazione di condensa.

L’intercapedine che separa il manto di copertura dallo strato isolante sottostante favorisce la formazione di moti convettivi ascensionali, ovvero di correnti d’aria che salgono verso l’alto: in questo modo viene eliminato la maggior parte del calore che altrimenti si trasmetterebbe agli strati sottostanti. In questo modo l’umidità è in grado di fuoriuscire senza compromettere la funzione isolante degli strati sottostanti e della stessa intercapedine.

Questo meccanismo si attiva quando l’aria esterna entra nell’intercapedine passando per la gronda ed esce dal colmo mediante un elemento di sfiato. Nel corso della stagione invernale la ventilazione lascia il materiale isolante asciutto, evitando la formazione di condensa come abbiamo detto; durante l’estate invece l’aria fresca, che passa attraverso la linea di gronda, si riscalda nell’intercapedine, diventa più leggera ed esce dal colmo sottraendo calore alla struttura.

L’isolamento nei mesi estivi sta diventando sempre più importante, soprattutto da quando le temperature sono aumentate notevolmente. Lo strato di ventilazione presente nel tetto freddo fa aumentare il valore dei materiali isolanti: questi registrano performance elevate quando si tratta di trattenere il calore all’interno dell’edificio, mentre non sempre garantiscono la massima protezione dal caldo.

Grazie al tetto ventilato gli elementi del manto di copertura possono asciugarsi più rapidamente e questo garantisce una durata maggiore di essi e una riduzione delle rotture dovute al gelo. Tutte le coperture ventilate che risultano conformi alle norme UNI 9460/2008 e UNI 8627/6.2 permettono una riduzione della temperatura nelle ore più calde della stagione estiva.

Se al contrario i parametri previsti dalla norma non vengono rispettati, siamo in presenza di tetti micro ventilati, caratterizzati da una camera d’aria più piccola e una posa più facile e veloce.

 

APPLICAZIONI DEL TETTO VENTILATO

 

I tetti freddi o ventilati vengono utilizzati principalmente per rendere abitabili i locali sottotetto, ovvero le mansarde.

Questa copertura può essere sfruttata sia nel caso di edifici di nuova costruzione sia nel corso di ristrutturazioni di abitazioni esistenti. Nel caso della ristrutturazione si applicano dei pannelli sotto il tetto a falda, in modo tale che si formi una intercapedine d’aria di uguale spessore per tutta la lunghezza della falda. In questo modo sarà possibile evitare fenomeni di accumulo d’aria con temperature diverse, oppure la formazione di strozzature che impediscano all’aria di circolare liberamente.

I pannelli vengono posizionati partendo dalla gronda e andando verso il colmo: lo sfrido, ovvero il residuo del pannello terminale di ogni fila viene utilizzato per iniziare la fila successiva. In questo modo è possibile ottenere giunti sfalsati e ridurre al minimo la percentuale di materiale di scarto.

La scorretta progettazione può portare ad avere un eccessivo riscaldamento durante l’estate e una dispersione termica accentuata durante l’inverno.

VANTAGGI DEL TETTO VENTILATO

Quando si ottengono vantaggi col tetto ventilato?

I vantaggi del tetto ventilato si ottengono principalmente nel periodo estivo, in zone climatiche dove l’irraggiamento  è più elevato e distribuito più a lungo durante l’anno.

Il sistema a camera di ventilazione  del tetto ventilato produce principalmente tali benefici:

  1. distanzia le tegole dall’isolante . Si frappone così da uno scambio diretto di calore tra le strutture del tetto e l’abitazione;
  2. riduce notevolmente la temperatura dei materiali costituenti il tetto
  3. In inverno il vapore proveniente dai caldi ambienti fuoriesce evitando condensa
  4. In estate si riduce notevolmente il surriscaldamento dovuto alla continua esposizione dei raggi solari