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Quale scaldabagno scegliere

Lo scaldabagno, comunemente chiamato boiler è l’apparecchio che riscalda l’acqua per usi domestici e non. la maggior parte degli scaldabagno è alimentato attraverso la corrente elettrica e in alcuni casi a gas(metano o GPL).

Gli scaldabagno possono essere istantanei od ad accumulo. Nel primo caso l’acqua calda viene fornita istantaneamente e senza limitazioni. Nel secondo caso sono necessarie alcune ore affinchè l’acqua arrivi alla temperatura desiderata.

Scaldabagno: Elettrico o a gas?

La scelta di uno scaldabagno elettrico oppure a gas è dettata da una serie di limitazioni quali ad esempio, l’assenza di erogazione di gas in alcune zone della nostra penisola.
Lo scaldabagno elettrico è usato nella maggior parte dei casi ma, considerando i costi elevati dell’energia elettrica nella nostra penisola a conti fatti conviene molto più quello a gas.

La scelta di un apparecchio alimentato ad energia elettrica può essere conveniente in quei casi in cui è previsto un utilizzo saltuario come in ambienti non domestici quali capannoni, uffici, pub.</p>

Scegliere lo scaldabagno elettrico

scaldabagno elettricoSe la scelta deve ricadere per causa di forza maggiore verso uno scaldabagno elettrico vi sono alcuni accorgimenti che si possono seguire per poter contenere al massimo le spese ed i consumi energetici.

Scegliere un apparecchio di dimensioni adeguate. Una famiglia di 4 persone consuma mediamente 180-200 litri al giorno. Per evitare dispersioni termiche si consiglia di non installarlo vicino ad una finestra o vicino ad una parete fredda od umida.

Va inoltre installato più vicino possibile agli impianti che lo devono sfruttare, riducendo in questo modo le perdite di calore dovute al passaggio dell’acqua calda nelle tubazioni.

Un altro accorgimento da avere è quello di regolare il termostato del boiler su 60°C nelle stagioni più fredde e su 40°C nei periodi più caldi. Come facilmente intuibile , mantenere una temperatura troppo elevata comporta un consumo più elevato di energia elettrica e l’aumento dell’importo della bolletta.

Scegliere lo scaldabagno a gas

scaldabagno a gasGli scaldabagno a gas non sono così diffusi come quelli elettrici sebbene più economici in termini di costi in bolletta.
Gli apparecchi che al momento si trovano nella maggior parte dei casi sono quelli a fiamma pilota, pochi quelli senza.

Gli apparecchi con fiamma pilota sono riconoscibili da una fiammella in vista, perennemente accesa, mentre quelli senza fiamma pilota si attivano attraverso una scintilla generata da una batteria.

Sono inoltre dotati di un bruciatore che regola la fiamma e quindi la richiesta di calore in modo tale da ottimizzare i consumi del combustibile.

Un buon scaldabagno a gas deve essere in grado di mantenere la temperatura costante in tutti i casi, sia che vi sia un flusso di acqua costante sia quando i rubinetti sono aperti al minimo; oltre che verificare un valore di efficienza minimo imposta da legge (UNI EN26:2015) pari al 84%.

Vista la presenza del combustibile, il locale dove è installato l’apparecchio deve presentare una apertura di ventilazione di almeno 100 cm quadrati e rispettare una volumetria di almeno 20 metri cubi.

BIOGAS: Come ottenere energia alternativa da fonti naturali e rinnovabili

IL BIOGAS

BIOGASUna importante forma di energia verde è il biogas che si sviluppa naturalmente per fermentazione delle biomasse ricche di acqua in ambienti privi di ossigeno. La fermentazione è opera di batteri anaerobici che vivono in contenitori privi di ossigeno. Essi aggrediscono la sostanza organica e producono un gas ricco di metano, che può essere usato come combustibile per produrre energia termica o elettrica.

Biogas e fermentazione anaerobica

La fermentazione anaerobica è una reazione biologica che degrada il materiale organico producendo composti più semplici, in particolare metano e anidride carbonica. Essa è prodotta da una sere complessa di batteri che vivono in assenza di ossigeno.

Essi aggrediscono i materiali organici per nutritisi e degradano le molecole complesse in molecole più semplici .

questa reazione avviene a temperature comprese tra 15 e 50°C. In questo intervallo la velocità di reazione aumenta con l’aumentare della temperatura. Passando da 30°C a 50°C il tempo di reazione passa mediamente da 30 a 15 giorni.

La fermentazione anaerobica è molto utilizzata negli impianti di depurazione di materiali organici inquinanti in quanto rompe le molecole complesse per produrre gas utilizzabili e fanghi che sono ottimi concimi agricoli.

Composizione e proprietà dei Biogas

Il biogas è una miscela di gas diversi la cui composizione dipende dal tipo di materiale inviato alla fermentazione in assenza di ossigeno. La composizione media è:

  • METANO 55-70%
  • ANIDRIDE CARBONICA 34-24%
  • VAPORE ACQUEO 5-10%
  • ACIDO SOLFORICO 0,5-0,8%
  • OSSIDO DI CARBONIO 0,2-0,5%
  • GAS VARI <0,5 %

La parte di gas che possiede energia è il metano ha un contenuto energetico utile di 34200 kJ/m3 equivalente a circa 1,06 litri di benzina. L’equivalente in benzina di un metro cubo di biogas varia tra 0,6 e 0,75 litri di benzina.
Il metano reagisce facilmente con l’ossigeno creando miscele esplosive . Questo comporta che bisogna evitare miscele di biogas e aria. Quindi gli utilizzi di biogas devono rispettare le stesse misure di sicurezza degli impianti che usano metano.

Produzione di Biogas da animali

Bovini


I liquami provenienti dagli allevamenti bovini sono strettamente legati al tipo di stalla in cui gli animali sono allevati. Attualmente i materiali solidi sono allontanati da impianti meccanici e quindi richiedono un basso utilizzo di acqua. Per questo il materiale inviato allo scarico è molto concentrato in materiale organico. Il liquame da trattare si può stimare in 20-25 litri al giorno. La produzione di biogas in impianti ad alto rendimento si può valutare in 0,8-1 metro cubo al giorno per animale adulto di 5 quintali di peso.

Suini


In questo tipo di allevamento non si usa la paglia e quindi la pulizia dei pavimenti della porcilaia richiede molto acqua. Per questo motivo il quantitativo in liquido è in proporzione maggiore in confronto a quello dei bovini. Per suini di peso medio di 50 chili si può stimare una produzione di 0,1 metro cubo di biogas a fronte del trattamento di 4 litri di liquame.

Pollame


La fermentazione di prodotti avicoli può fornire biogas, ma crea problemi di intasamento delle apparecchiature. La potenzialità di produzione di biogas è per contro elevata. Si può pensare di utilizzare questo prodotto in piccola percentuale con i liquami di bovini e suini.

Come è fatto un impianto di produzione di Biogas

La stalla


Fra le file della stalla è ricavato un corridoio dotato di canaline in cui finisce il materiale organico prodotto dagli animali. All’interno delle canaline sono presenti apparecchiature meccaniche adatte a convogliare gli escrementi in una fossa di raccolta.
Per un buon funzionamento del digestore bisogna limitare l’utilizzo di acqua per la pulizia per evitare dannose diluizioni dei composti organici e quindi ritardare la produzione dei biogas.
La raccolta del materiale organico deve avvenire nel minor tempo possibile per evitare che fermenti creando gas, odori e perdite in resa.

Vasca di raccolta


Si valutano per 200 capi circa un quantitativo di 25 litri/giorno a capo di liquidi da inviare alla vasca d raccolta con una vasca di 7 m3 che garantisce un contenimento di una intera giornata. Bisogna che il liquido sia omogenizzato e quindi è necessario installare un agitatore a turbina che miscela liquami e feci. Una vasca dotata di trituratori e pompe per trasportare il liquido all’impianto di separazione dei solidi.

Separatore di sostanze solide


Un filtro rotante formato da un cilindro forato all’interno del quale è posta una coclea che pulisce le pareti del cilindro e asporta fuori dal cilindro la fase solida . Per comodità il separatore viene di solito montato su un impalcato facendo n modo che la parte separata possa cadere in un apposito cassone facilmente movimentabile.

Biodigestore


Il vero cuore dell’impianto. Il liquame introdotto viene aggredito dai batteri che trasformano la sostanza organica in metano e anidride carbonica. Questo processo richiede un tempo piuttosto lungo in funzione della temperatura all’interno del biodigestore. Supponendo di operare a 35°C si può ottenere una buona fermentazione in 40 giorni. Il volume nel digestore dovrà essere pari a m3/g di escrementi per i giorni di fermentazione. I tipi di digestori pi utilizzati sono vasche metalliche con copertura metallica co copertura a cupola con funzione di gasometri.

Depurazione del Biogas

Il biogas come abbiamo visto ha una composizione variabile ed all’interno è contenuta anidride carbonica che ne diminuisce il potere calorifico. Per questo motivo , come abbiamo già accennato, si trasforma immediatamente in energia elettrica. Non è possibile stoccarlo visto che . l’anidride carbonica a contatto con l’acqua si trasforma in acido carbonico che è particolarmente corrosivo, aggredendo le pareti delle bombole facendole scoppiare.

Contabilizzazione del calore: Come si calcola il reale fabbisogno energetico

contabilizzazione del calore

Il dibattito acceso sulla contabilizzazione del calore ha portato a modifiche sostanziali. Il d.Lgs. 141/2016 ha recentemente sostituito d.Lgs. 102/2014 in merito ai calcoli sul reale fabbisogno energetico degli immobili soggetti alla applicazione della norma UNI:10200. In precedenza si era già parlato di contabilizzazione del calore , spiegando come andavano ripartiti i costi. In seguito a molte segnalazioni da parte dei tecnici ed operatori del settore , la norma sopra citata ha subito delle modifiche per quanto riguarda il calcolo del reale fabbisogno energetico per singolo immobile.

Contabilizzazione del calore: Cosa prevede la modifica alla norma?

…laddove siano comprovate, tramite apposita relazione tecnica asseverata, differenze di fabbisogno termico per metro quadro tra le unità immobiliari costituenti il condominio o l’edificio polifunzionale superiori al 50 per cento, è possibile suddividere l’importo complessivo tra gli utenti finali attribuendo una quota di almeno il 70 per cento agli effettivi prelievi volontari di energia termica.

Il fabbisogno sopra citato si riferisce a quello utile come definito dalla norma UNI TS 11300 parti 1 e 2.

La nuova procedura di calcolo si struttura in questo modo:

  1. viene calcolato dal termotecnico il valore di energia utile per ogni appartamento del condominio in questione;
  2. Individuare l’appartamento più favorito per quanto riguarda il miglior rapporto fabbisogno/metro quadro
  3. Individuare l’appartamento più sfavorito.
  4. Fare ula differenza di fabbisogno

Se la differenza supera il 50% si può procedere in due modi.

  1. applicare in maniera ortodossa la UNI10200
  2. Applicare una ripartizione forfettaria considerando per i consumi volontari il 70% della spesa e per i consumi involontari il 30% utilizzando per il calcolo dei millesimi i vecchi valori di millesimi di proprietà o i nuovi millesimi di riscaldamento.

A questo punto la decisione passa all’assemblea condominiale che può decidere quale calcolo accettare.

Per quale motivo Si è arrivati a questa decisione?

La decisione si è presa data la frequente disparità rispetto ai valori di ripartizione delle spese che si ottiene applicando la norma UNI10200 rispetto ai vecchi calcoli effettuati tramite i millesimi di proprietà. Il malcontento dei condomini ha spinto a questa virata, per la quale è leggittimo decidere liberamente di mantenere i vecchi calcoli piuttosto che l’applicazione della norma in maniera ortodossa.

 Il Consiglio dei ministri ha disposto, infatti, il rinvio al 30 giugno 2017 del termine (sino a ieri fissato al 31 dicembre 2016) entro il quale negli immobili occorre installare i famigerati “sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore”, previa verifica che tale installazione determini efficienza di costi e risparmio energetico.

Ci sono stati incidenti di percorso e alcuni proprietari immobiliari  hanno dovuto ricorrere a prestiti per assecondare una normativa dai nobili intenti: imprimere uno stop agli sprechi nei condomini con riscaldamento centralizzato. Proroga “provvidenziale” «Il prolungamento dei termini.

 La richiesta ha superato di gran lunga l’offerta, la produzione.

Con il conseguente rischio dell’applicazione di forti sanzioni (da 500 a 2.500 euro per ciascuna unità immobiliare) nei confronti di moltissimi proprietari di casa.